11 Ago Non c’è un nuovo inizio senza una fine. Resoconto CG Racale 2018-21
Sono andato sulla mia pagina Facebook, sulla quale chi mi segue sa che condivido un racconto in tempo reale riguardo al mio impegno all’interno della Consulta Giovanile.
Da qualche mese, ciò non avviene più: da un lato un po’ per rassegnazione, dall’altro perché sono stato impegnato su più fronti come il progetto di innovazione sociale di Racale CAM, Binario2, che ha richiesto in questo periodo maggiore attenzione.
Tra gli ultimi post ho trovato quello sull’adesione alla campagna “FREE PATRICK ZAKI”, un’iniziativa giunta all’O.D.G della Consulta il 13 gennaio scorso grazie alla proposta del presidente Mattia Chetta. Successivamente, su invito della Consulta, la Giunta comunale ha accolto la proposta.
Questa è risultata la seconda proposta in cui l’Amministrazione ha risposto con un atto concreto e formale alle istanze della Consulta. La prima è stata quella sul DDL Zan, di cui vi ho già parlato con la storia del vento leggero e dei buoni marinai il 22 gennaio scorso.
Da ricordare, inoltre, c’è la proposta da parte della CG sulla partecipazione del comune di Racale all’Avviso “Rafforzamento della capacità di accoglienza, inclusione e accompagnamento all’autonomia dei MSNA nella rete SIPROIMI” dello scorso 22 dicembre 2020, pubblicato dal Ministero dell’Interno.
I lettori assidui di Conversazioni da panchina sanno bene quanto i temi dell’accoglienza, dell’integrazione e della cittadinanza mi stiano a cuore, ma spesso tali battaglie – come l’apertura di un centro di accoglienza per richiedenti asilo – a Racale, durante l’Amministrazione Metallo, non hanno trovato riscontro nei fatti.
Fortunatamente, con la delibera di Giunta comunale n. 51 del 26.03.2021, l’Amministrazione Salsetti ha voluto manifestare la volontà dell’apertura nella nostra comunità di un punto di accoglienza per minori stranieri non accompagnati nell’ambito della Rete Sai – ex Siproimi (ex SPRAR).
Amministrazione Metallo e CG, un passato poco virtuoso.
Torniamo per un attimo a qualche giorno indietro. Uno degli incontri più interessanti fu quello che si tenne il 9 gennaio 2021, quando la Presidente del Consiglio Anna Toma organizzò un incontro con la Consulta per approfondire le proposte che l’organo di partecipazione aveva fatto al Consiglio e alla Giunta comunale e che, fino ad allora, non erano mai state discusse. Su questo blog le conoscete molto bene:
- “Una scelta in comune”, cioè la sottoscrizione da parte del Comune di Racale di un protocollo con l’ASL, le associazioni A.I.D.O., ADMO, AITF, l’Istituto Comprensivo Statale di Racale e l’Istituto Superiore “F. Bottazzi” per la sensibilizzazione della cittadinanza ai temi della donazione;
- la redazione di un rapporto sulla condizione dei giovani racalini, per comprendere e conoscere meglio le caratteristiche del mondo giovanile della nostra Comunità, così da avere uno strumento idoneo a compiere un’azione amministrativa meglio calibrata per l’elaborazione delle politiche del Comune verso i giovani;
- l’adesione al “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza sulle donne”;
Tutte proposte presentate durante il mandato dell’amministrazione Metallo e che non erano mai state oggetto di discussione, né da parte del Consiglio Comunale né da parte della Giunta.
Nell’incontro con la Presidente, il risultato della discussione fu il suo impegno a portare nel più breve tempo possibile queste istanze – o almeno alcune di queste – all’attenzione del Consiglio Comunale.
Indovinate un po’? Secondo voi queste proposte sono arrivate mai ad essere discusse negli organi comunali preposti?
La risposta, ahimè, è no!
Nonostante i toni accesi con cui il presidente Mattia Chetta il 30 novembre 2020 spronava il Consiglio comunale a battere un colpo e invertire la rotta, l’Amministrazione comunale e il Consiglio hanno continuato ad adottare un atteggiamento sordo nei confronti dell’organo di partecipazione giovanile, finanche ad additare strumentalmente la loro sordità come una politicizzazione dell’atteggiamento della Consulta.
Per fortuna la Consulta ha continuato ad insistere per cui ogni componente, che liberamente ha scelto di entrarne a far parte, doveva impegnarsi, cioè far funzionare “uno strumento di partecipazione del mondo giovanile alla elaborazione delle politiche del Comune verso i giovani…”, nonché “elaborare di documenti e proposte di atti nelle materie di sua competenza, da sottoporre ai competenti organi dell’Amministrazione Comunale, tramite i quali concorre alla definizione delle politiche giovanili”.
La CG di Racale e l’attivismo durante la pandemia
Seppur con l’emergenza pandemica, da settembre 2021, la Consulta non è mai restata ferma: dalla raccolta del materiale didattico agli incontri online, i giovani a Racale non hanno smesso di esserci. Inoltre, sono certamente da ricordare gli incontri istituzionali in live Facebook con la presidente On. Laura Boldrini e con la Sen. Monica Cirinnà, momenti di confronto estremamente interessanti, ricchi di spunti e ragionamenti, voluti dall’Amministrazione comunale.
Il vero corto circuito tra Amministrazione e Consulta non sembra avere ragioni politiche, per fortuna, ma si rifà più ad una certa mitologia del culto dell’estetica che non si attiene a quello dei fatti, della costruzione concreta di politiche capaci di migliorare la vita dei più giovani.
Le nuove proposte
Come dicevo, la Consulta non si è mai fermata! Non ha lasciato indietro alcun ambito nel quale opera. Così a marzo 2021, dopo una serie di assemblee sempre con il solito atteggiamento con cui l’Amministrazione bollinava l’espressività netta e trasparente della Consulta con “avete sempre da criticare”, nell’Assemblea del 1^ marzo giungono alla discussione diverse proposte.
La prima, presentata da me, da Michele Manni, da Marco Errico e Mattia Chetta, chiedeva un intervento urgente all’Amministrazione comunale per la messa in sicurezza dello stabile caratterizzato da numerosi atti vandalici presente nel Parco “Città dei Bambini” e inquadrava alcune linee di intervento per la riqualificazione dello stesso, tra cui il Bando “Creative Living LAB” pubblicato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIBACT e la misura della Regione Puglia “Luoghi Comuni” con bando a sportello.
Siamo ad agosto e lo stato in cui versa il Parco “Città dei Bambini” è identico a marzo. Inoltre, non vi sono stati atti pubblici che intendono definire il futuro di questo spazio comunale.
La seconda proposta, questa volta a prima firma di Mattia Chetta, riguardava il Servizio Civile Universale. Sul SCU ci sarebbero tantissime storie da raccontare. Ma, su questo, potete chiedere a Mattia.
Cosa si chiedeva all’Amministrazione? Un radicale cambio di rotta!
Una gestione partecipata della progettazione del SCU che tenesse in considerazione l’organo istituzionale di partecipazione giovanile, cioè la Consulta, e ne riconoscesse il ruolo già perfettamente definito dal suo Regolamento istitutivo.
Inoltre, si proponevano eventi di restituzione dell’esperienza dei volontari con la presentazione delle attività svolte. Perciò ritagliare alla Consulta una funzione di analisi informale delle performance per migliorare sempre più un’attività di interesse strategico per le politiche giovanili comunali.
Anche su questo, il vuoto cosmico. I vecchi progetti sono terminati, sono stati presentati anche i nuovi, ma di quanto approvato in Assemblea, anche con il voto favorevole del Primo cittadino, è già caduto nel dimenticatoio.
In quell’Assemblea di marzo, oltre a queste proposte, vi è stata la “Scuola di Internet per tutti”, poi realizzata nei mesi avvenire grazie alla collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale. Un intervento all’avanguardia svolto da parte della Consulta.
Sapevamo bene quanto la pandemia avesse catapultato letteralmente molti cittadini in maniera fredda e drastica all’utilizzo di software, portali della PA e app per portare a termine semplici attività che si facevano prima della pandemia con i mezzi tradizionali, direttamente tramite da uno smartphone, un pc, cambiando notevolmente le vite di ognuno di noi. In effetti, con 73055, dal dicembre 2020 è stato detto di intervenire con politiche che incidessero sull’alfabetizzazione digitale e sulle disuguaglianze derivanti dalle difficoltà di accesso ad internet e quindi su digital divide.
Per ultimo, ma non meno importante, in quell’occasione l’Assemblea della Consulta fu luogo istituzionale in cui una giovane cittadina poneva una questione molto importante al Sindaco. In quella fattispecie, la Consulta ha saputo essere camera trasparente in cui la voce dei cittadini potesse trovare riscontro, ascolto e soprattutto risposte.
Quel punto della discussione iniziò con una lettera inviata alla Consulta nella quale si chiedeva a che punto fossero i lavori della nuova biblioteca, quando sarebbe stata inaugurata e soprattutto quando il Comune avesse intenzione di rendere fruibile a tutti i cittadini il servizio bibliotecario.
Un servizio essenziale che garantisce la presenza di un luogo pubblico in cui gli studenti racalini possano andare a studiare. Ciò è presente anche tra le politiche del diritto allo studio a cui, chi svolge un ruolo di classe dirigente negli enti locali, è chiamato ad operare nell’attuazione dei diritti costituzionali fondamentali.
Ed anche su quel punto, al quale il Sindaco rispose dicendo che entro 10 giorni sarebbe stata riaperta la vecchia biblioteca, è seguito il nulla. Siamo ad agosto ed ancora Racale non ha una biblioteca in cui poter far studiare i ragazzi. Questo può dirsi un comune virtuoso?!
La svolta: due incontri con il sindaco di Racale per definire delle proposte immediatamente programmabili
Tutto sembra cambiare passo quando il Sindaco fissa un incontro, invocato a più riprese dalle parti nei mesi di frizioni tra Consulta e Amministrazione comunale.
Finalmente il famoso incontro sulle politiche giovanili si tiene il 24 marzo 2021. Chissà se finalmente il consigliere con delega ci racconterà quale è la strada che la nuova amministrazione intende intraprendere sulla programmazione comunale delle politiche che riguardano i giovani. Quella voce fu assente, all’incontro si presentò il consigliere regionale e comunale Donato Metallo.
In quell’occasione sembrava che fossimo ad un punto di svolta. Meglio tardi che mai, no? Ci venne richiesto di definire alcune proposte che avrebbero potuto essere accolte e recepite dall’Amministrazione nel giro di poche settimane. Ci fu chiesta una certa celerità affinché potessero rientrare in un eventuale copertura finanziaria nel bilancio di previsione, che poi sarà approvato un bel po’ di settimane dopo.
La volontà e l’impegno non sono mancati neanche in questa occasione, così in pochi giorni imbastimmo un piccolo documento da portare in discussione nel successivo incontro, esattamente il 1^ aprile 2021, a questo vi era presente solo il sindaco Salsetti.
Ricordo benissimo che da quegli incontri, sorprendentemente, il Sindaco dette già una parziale disponibilità sul fondo comunale riguardante le politiche giovanili che si aggirava a diverse migliaia di euro.
Tra le proposte che furono presentate dalla Consulta in quell’occasione, oltre a quelle già deliberata dalla stessa e nominate precedentemente, vi furono queste altre:
- Si chiedeva di prevedere all’interno dell’Avviso Pubblico di selezione per l’affidamento del servizio di gestione del Centro Informazione e Accoglienza Turistica dei criteri premiali affinché fosse assegnato un punteggio di valutazione in riferimento alla presenza di addetti adeguatamente qualificati under 35. Inoltre, si chiedeva di rendere coerenti le prescrizioni per l’esecuzione del servizio, il numero di operatori richiesti, definendo il compenso attribuito adeguato alla copertura delle spese in riferimento ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.
- Una pianta per neonato. Questa iniziativa prevedeva la piantumazione di un albero in uno spazio comunale disponibile per ogni nuova nascita del nostro comune, entro sei mesi dalla registrazione anagrafica del neonato. (Legge Cossiga-Andreotti n. 113 del 29 gennaio 1992 rinnovata poi con la legge n. 10 del 14 gennaio 2013).
- Installazione di pensiline nei punti di fermata autobus, per rendere il servizio più comodo a tutta la comunità.
- La realizzazione di uno sportello informa-giovani per avere un punto di informazione permanente sulle opportunità dedicate ai giovani nella programmazione delle politiche pubbliche comunali, regionali, nazionali, europee.
- La realizzazione di un evento estivo della Consulta Giovanile incentrato sull’educazione alla cittadinanza: democrazia e dei diritti umani. Iniziativa che puntasse a dar voce anche ad esempi virtuosi di esperienze a livello locale e nazionale, così da promuovere la partecipazione civica attiva.
- L’abilitazione delle edicole del territorio al rilascio di certificati anagrafici in modo da rendere più efficiente il servizio per i cittadini con difficoltà di accesso ai sistemi informatici.
Molte di queste proposte erano praticamente senza impegno di spesa per l’Ente, altre, come il Centro Informazione e Accoglienza Turistica, erano annualmente oggetto ordinario di assegnazione di somme di bilancio.
Seppur le intenzioni sembrassero far intendere una svolta radicale nell’andamento con cui era fino ad allora stata concepita la Consulta giovanile da parte dell’Amministrazione comunale, niente effettivamente cambiò. Queste proposte sono rimaste lettera morta. Basti guardare il progetto per il Servizio Informazione e Accoglienza Turistica in Torre Suda approvato con delibera di Giunta comunale n.79 del 7 maggio 2021, dove dei criteri premiali per l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani under-35 non c’è neanche l’ombra.
Per non parlare dell’evento conclusivo finale della Consulta. Dopo diverse peripezie e difficoltà nel reperire risorse economiche per la realizzazione dello stesso, dalle successive discussioni all’interno degli uffici e delle altre assemblee della Consulta era trattato dai componenti dell’Amministrazione come una specie di contentino. Come se l’evento della Consulta non avesse pari dignità con gli altri eventi super finanziati e ai quali non si ponevano mai problemi di budget.
Ce l’hanno insegnato: servono amministratori capaci e concreti
Lo so di disturbare il racconto onirico che a colpi di like e post sui social network si fa sulla nostra Comunità. Sarebbe da stolti pensare che tutto vada bene contando il sentiment positivo del web.
Sicuramente, se qualcuno dei diretti interessati giungerà fino in fondo a leggere questa riflessione si sentirà turbato, addirittura alcuni forse la prenderanno come un tradimento.
Molti di loro li reputo miei amici, e spero che continueremo ad esserlo, però certamente peccherei se mi affidassi ad un esercizio di manipolazione ed alterazione dei fatti. Disegnerei una realtà che non esiste.
D’altronde che amicizia può esserci se non c’è rispetto, lealtà ed onestà?
Qui però non siamo al bar, non siamo in una chat privata. Questa riflessione è una riflessione pubblica e riguarda tutti i cittadini e le cittadine della nostra comunità. Si parla di temi e questioni che hanno una rilevanza politica per il presente ed il futuro della nostra comunità, e non c’è buona politica se questa non è custodita in un ambiente cristallino, limpido, trasparente, democratico.
Spero che questo articolo non sia la ragione per continuare a pensare che c’è solo chi sa fare critica. D’altronde le proposte e il percorso fatto spero dimostrino il contrario. Perciò, mi auguro che queste parole facciano da pungolo, che stimolino l’Amministrazione comunale a cambiare la rotta, ad intraprendere pratiche virtuose di partecipazione ed ascolto dei cittadini, di amministrazione condivisa.
L’impegno della Consulta ha dimostrato che c’è la voglia di fare, c’è la volontà di esserci. Per Racale.