29 Giu La CG chiede al sindaco Donato Metallo di aderire alla Coalizione delle città europee contro il razzismo
Nella riunione di ieri la Consulta Giovanile ha approvato all’unanimità la mozione che ho presentato per chiedere al Consiglio Comunale di Racale, e all’Amministrazione guidata da Donato Metallo, l’adesione alla Coalizione delle città europee contro il razzismo (ECCAR).
L’altra sera con noi, durante l’Assemblea della Consulta Giovanile, c’erano alcuni amministratori comunali: la vicesindaca Marianna Tasselli e il Sindaco Donato Metallo, quest’ultimo indossava una maglietta con le parole di un ragazzo.
Italia, anno 2019, un rigurgito xenofobo invade le strade della Capitale, un ragazzo di quindici anni sfida a viso aperto i militanti di Casapound e la loro lotta razzista contro i Rom.
E ancora…
Il caso di Lodi in cui si ammette da parte dell’istituzione locale una disparità tra i bambini italiani e i bambini stranieri, come ha confermato anche la sentenza della prima sezione del Tribunale di Milano che ribadisce che l’ente abbia determinato così una “discriminazione diretta”. Perché tratta “diversamente soggetti nelle medesime condizioni di partenza e aspiranti alla stessa prestazione sociale agevolata”.
Poi Monfalcone, dove la giunta comunale ha deciso di mettere un tetto ai bambini stranieri nei propri asili.
Il razzismo diventa provvedimento, atto pubblico, definendo così la sagoma di un mondo xenofobo e violento che, attraversando il nostro Paese ad ogni latitudine, abita le istituzioni della Repubblica italiana.
Possiamo far finta che tutto questo non stia avvenendo, che sotto i nostri occhi non esista in Italia un problema dal nome “razzismo” e rimanere nell’indifferenza. Possiamo anche – come hanno fatto molte forze progressiste nell’ultimo ventennio – nascondere la polvere sotto al tappeto, far finta che la questione razziale sia solo un brutto ricordo.
Oppure possiamo fare come Simone di Torre Maura (Roma), scendere in campo, sfidare a viso aperto un’ideologia anticostituzionale e dire “A me non me sta bene che no”.
Coniugare il verbo al singolare, esercitare il nostro dovere da cittadini di uno Stato repubblicano che riconosce la sua esistenza nell’insieme dei valori scritti nella Costituzione.
É da questa storia che ho tratto ispirazione quando ho deciso di presentare una mozione in Consulta giovanile sull’adesione del comune di Racale alla “Coalizione delle città europee contro il razzismo (ECCAR)”.
La Coalizione delle città europee contro il razzismo ha l’obiettivo di attivare un processo di cooperazione internazionale nella lotta al razzismo istituendo una rete di municipalità interessate allo scambio di esperienze in vista di un progressivo miglioramento delle proprie politiche contro il razzismo, la discriminazione e la xenofobia.
L’adesione impegnerebbe il Comune di Racale a mettere in atto un Piano d’Azione per elaborare a livello municipale le politiche di contrasto ad ogni forma di razzismo e di discriminazione, e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica ai valori di una società basata sulla solidarietà e all’opposizione a qualsiasi comportamento razzista o discriminatorio.
Il Comune di Racale, con l’Amministrazione Metallo, su questo fronte non è mai stato estraneo a questa problematica, infatti, ha attivato negli anni diversi progetti in questa direzione: il Treno della Memoria, con il quale decine di ragazzi racalini hanno fatto un’esperienza straordinaria che certamente rappresenta la volontà da parte delle istituzioni di un investimento verso una comunità consapevole, attenta e che sviluppa un senso civico tale da essere sensibile alle scelte sociali e politiche che la riguardano.
Un’altra importante iniziativa è stata quella che nel 2017 ha visto il comune di Racale tra i primi in graduatoria per il Bando del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il progetto sulla XIV settimana di azione contro il razzismo “UMANA – percorsi di integrazione tra uomini”. É da quel progetto che è nata “Racale città antirazzista”. Ultimo, non per importanza, “Pranzo A Colori, in Piazza. Perché Noi Il Pane Lo Condividiamo” di cui ho parlato già in un altro articolo su questo blog.
Lo spirito di questa mia mozione è quello di continuare a camminare su questa strada, mettendo insieme le attività ancora da fare, dare organicità alle politiche antidiscriminatorie comunali, impegnare costantemente il comune in queste tematiche che sono l’antidoto al razzismo e alla xenofobia.