07 Gen L’Italia dichiara l’emergenza climatica
Necessitiamo di risposte immediate e radicali, ma i leader del mondo non comprendono ancora a pieno l’emergenza climatica in cui siamo. In questi mesi si è tenuta a Madrid la 25esima conferenza sul clima, una conferenza che si è conclusa con un nulla di fatto. Duecento paesi imbrigliati nell’egoismo della “proprietà privata”, quella che presuppone anche di possedere le risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili e di poterle utilizzarle per l’appunto come se fossero di loro proprietà.
Il 28 novembre, invece, è stato il Parlamento europeo a dichiarare con una risoluzione l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo chiedendo così alla Commisione un impegno concreto nella lotta ai cambiamenti climatici. Sullo stesso indirizzo procede quindi la nuova Presidente Ursula Von der Leyen con l’attuazione di un piano verde: infatti sembra essere la Commissione europea l’organo internazionale che più sembra muoversi nella direzione di impegni concreti verso la COP26 di Glasgow.
L’obiettivo della presidenza Von der Leyen è davvero ambizioso, vuole far diventare dal punto di vista climatico l’UE il primo continente neutro al mondo entro il 2050. La Presidente infatti ha presentato l’European Green Deal che sarà un pacchetto di misure europee ed ambientali con 50 “azioni” da mettere in campo prima della metà del secolo con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione e allo stesso tempo far nascere un’economia più ecosostenibile per il rilancio dello sviluppo degli Stati europei.
Attualmente il Pacchetto europeo Energia pulita per tutti ha l’obiettivo di ridurre fino al 40% le emissioni di CO2 entro il 2030, con l’European Green Deal invece si vorrebbe innalzare la soglia al 50-55%.
La Presidente Ursula Von der Leyen vorrebbe presentare la prima proposta di “legge europea sul clima” entro marzo 2020.
Tra le altre misure dell’European Green Deal si parla di un fondo da 100 mld per l’equa transizione, cioè un fondo da destinare alle regioni e ai settori più vulnerabili affinché abbiano anche gli strumenti economici per attivare la transizione ecologica. Si parla, inoltre, anche di una Carbon Tax di frontiera: un’imposta per le imprese straniere che importano i propri prodotti in Europa e che si trovano in nazioni con leggi ambientali e climatiche con fattori inquinanti minimi superiori ai nostri.
Proprio sul concetto di proprietà privata che sottolineavo in premessa, sull’European Green Deal, la Presidente della Commissione europea ribadisce che al centro vi è la partecipazione dei cittadini. Infatti, ha detto testualmente: “Il Green Deal europeo è un invito per tutti a partecipare. I cittadini europei stanno cambiando il loro stile di vita per aiutare a proteggere il clima e il pianeta. Pertanto, il nostro European Green Deal dice loro che l’Europa è al loro fianco: è qualcosa – ne sono convinta – che dobbiamo ai nostri figli, perché noi non possediamo questo pianeta”. Non a caso si parla anche di un “Patto climatico” che inquadra il cittadino europeo come portatore di un ruolo nevralgico nella conversione ecologica dell’economia e appunto della società europea.
In questa conversazione siamo partiti dalla Conferenza internazionale sul clima COP25, abbiamo raccontato brevemente cosa si muove all’interno dell’Europa e del Governo europeo, ora non ci resta che giungere in Italia.
IN ITALIA: Cosa sta facendo il Governo italiano sull’emergenza climatica?
Sei mesi fa un’altra maggioranza in Senato bocciava l’ordine del giorno che aveva ad oggetto la dichiarazione di emergenza climatica. Allora fu la Sen. Loredana De Petris che si fece portavoce del movimento Fridays for Future Italia a sottoporre l’ordine del giorno al Senato. Quella maggioranza parlamentare non fece passare la dichiarazione dello stato di emergenza climatico-ambientale.
Dopo sei mesi un’altra donna ha proposto un ordine del giorno al Parlamento italiano avente la dichiarazione di emergenza climatica.
Qualcuno dice che nel frattempo il clima è cambiato anche all’interno del Parlamento (bhe, è arrivato il Conte bis no?!), ed un nuovo governo con una nuova maggioranza finalmente lo scorso 11 novembre ha ricevuto un mandato da parte della Camera dei deputati con una mozione a prima firma dell’On. Rossella Muroni: l’atto impegna il Governo a dichiarare l’emergenza climatica e ad affrontarla con misure adeguate.
Cosa prevede la mozione sull’emergenza climatica dell’On. Rossella Muroni
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- Impegna il Governo a rafforzare il Piano energia e clima per dare attuazione agli impegni dell’Accordo di Parigi, a tagliare gradualmente i sussidi dannosi per l’ambiente e a realizzare un piano strutturale di messa in sicurezza del territorio, mitigazione del rischio e adattamento al climate-change.
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- Il Governo dovrà anche lavorare per l’inserimento del principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione e la piena operatività della Cabina di regia Benessere Italia, per accelerare la transizione energetica e ridurre le emissioni di CO2 in tempi più rapidi e certi così da spingere il sistema Italia verso la conversione ecologica.
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- Sottopone al Governo un programma di investimenti pubblici orientati alla sostenibilità che coinvolga i principali settori produttivi. L’esecutivo dovrà anche sostenere a livello europeo l’obiettivo della carbon neutrality entro il 2050, promuovere l’economia circolare, lavorare per una mobilità e una produzione industriale attente all’ambiente. Per un Green deal capace di garantire più sicurezza ai cittadini e un futuro di benessere al Paese.
Il testo completo della mozione è consultabile qui.
Finalmente le migliaia di ragazzi e giovani che si sono mobilitati in Italia vedono ascoltata la loro voce, una voce fortemente ancorata alla scienza e agli studi sul clima condotti in questi anni da centinai e centinaia di scienziati. Una voce che ha a cuore il futuro del pianeta e quindi anche quello dei milioni di cittadini che lo abitano e che lo abiteranno.
Sembra paradossale come “mettersi in salvo”, cambiare radicalmente il nostro modello di sviluppo e le nostre abitudini – per renderli meno impattati sull’ambiente nel quale viviamo – diventi quasi una lotta contro i mulini al vento; come se il denaro, il consumismo, ci abbiano narcotizzati tanto da non riuscire a capire che se non facciamo nulla cadiamo nel vuoto.