30 Apr Atti vandalici in Piazza: la ghigliottina del popolo
In questi giorni, dopo gli atti vandalici avvenuti di recente in Piazza San Sebastiano a Racale, sui social si è passati dalla ghigliottina della rete: da quelli che “è colpa dei genitori che hanno educato male i figli” a quelli che hanno in tasca la “punizione” più esemplare di quella proposta dal sindaco.
Credo che oltre ad essere scesi nel ridicolo, ci si debba fermare sempre lì, ad una bravata, seppure grave. Poi però di tutte le cose più gravi che ruotano attorno alla vicenda “centro storico”: come il presunto spaccio di droghe leggere (sto riportando quello che si dice, io non l’ho mai visto, per poterlo denunciare), a quelli nulla, a loro non spetta alcuna “punizione”. Oppure a quelli che utilizzano la piazza come il parcheggio di casa propria; a quelli nessuno riserva qualche “giusta punizione“.
Il punto è che stiamo lì, da twittatori e commentatori da social, a dover dire la nostra contro questi ragazzi.
Questo è un clima che qualcuno ci sta portando a vivere, ci sta portando a generare. Una specie di giustizialismo spietato e ad uno stato di natura, quasi una specie di senso recondito di un uomo primitivo.
Non ci vuole nulla che, da una proposta di un amministratore sui social rispetto a come dare una lezione di civiltà e di senso civico a chi ha commesso un atto vandalico, si passi ad una reazione di giustizialismo da tribunale del popolo.
Con niente si passa dallo stato di diritto e dalla giustizia dei tribunali, alla ghigliottina e allo spettacolo giustizialista della rete (che un tempo avremmo detto delle piazze).
L’intervento del sindaco è più che condivisibile, ma con i tempi dei cittadini ignoranti (quelli che ignorano la Costituzione) con poco si scavalca il solco che separa lo stato di diritto – dove attraverso le norme un sistema giudiziario giudica eventuali cittadini che hanno commesso un reato- e si passa ad uno stato primordiale, se non preistorico rispetto alla costituzione dello stato liberale.