14 Apr Cosa rimarrà della Primavera pugliese?
Non si può restare in silenzio.
I fatti che in queste settimane hanno riempito le pagine dei giornali devono aprire un profonda riflessione nella comunità degli uomini e delle donne democratiche.
C’è la necessità di inaugurare una stagione di forte rinnovamento.
Un atto dovuto al popolo pugliese e soprattutto alla comunità politica del Partito Democratico per non mettere a repentaglio la storia di una Regione, che sulle gambe di tante brave persone, ha costruito negli anni una nuova idea del Mezzogiorno d’Italia.
Va salvaguardata un’esperienza di buona politica che non può essere inficiata dalla deriva pericolosa che i fatti giudiziari di questi giorni ci portano alla luce.
Gli elettori e le elettrici del Partito Democratico, poco più di un anno fa, hanno chiesto il cambio di direzione.
Questo significa che la classe dirigente non può venir meno a questo patto.
La credibilità della politica dipende da quanto la gestione del potere da parte di coloro che rivestono incarichi pubblici sia limpida e trasparente.
La Puglia ha bisogno di rialzare la testa con orgoglio e dire che le migliori energie possono segnare una linea di demarcazione netta a quanto accaduto.
Questo va fatto innanzitutto con una sana dialettica democratica che rimetta al centro e nell’azione del governo regionale personalità visionarie e che abbiano a cuore il futuro della nostra Regione.